Workshop tessitura - Boujaad

La tessitura di Boujad è generalmente considerata come una delle più autentiche e significative espressioni della creatività delle tessitrici marocchine, esempio di un’arte tradizionale che per stile e linguaggio molto si avvicina all’arte contemporanea ed è per questo oggi particolarmente apprezzata e ricercata.

 

Nonostante una così ricca e interessante tradizione, fino a non molti anni fa poche donne tessevano ancora, tante artigiane avevano abbandonato l’attività considerata non abbastanza remunerativa: i tappeti classificati per caratteristiche tecniche e stile come "di Boujad" erano quasi scomparsi dal mercato, reperibili oramai quasi esclusivamente nel circuito dei collezionisti e degli antiquari.

 

Per volontà del Ministero dell’Artigianato marocchino, e anche grazie a diversi finanziamenti italiani, si sono intraprese una serie di iniziative finalizzate alla rinascita di questa importante attività della tradizione artigiana, che si sono concretizzate nella costruzione di un Centro dell’artigianato e nella formazione di nuovi gruppi di tessitrici. Il progetto, realizzato in collaborazione con la regione Piemonte, partner anch’essa dell’APQ "Paesi del Mediterraneo", e con la partecipazione dell’Associazione Béni Zemmour (ABZ), ha coinvolto le tessitrici della Cooperativa Femmes de Nouasser e si è focalizzato nell’ideazione e realizzazione di una piccola collezione di tappeti.

 

Il problema principale che ci si è posti nell’approntare l'intervento riguardava l’esigenza di elaborare una proposta progettuale che, pur rispondendo alle richieste di un mercato internazionale sempre più spesso disinteressato al semplice manufatto tessile “tradizionale” di gusto etnico, accogliesse suggestioni e soluzioni provenienti dal design contemporaneo nel rispetto dei codici espressivi locali.

 

Il progetto è stato ideato partendo dal know-how dell’esperienza personale compiuta in Sardegna, dove per molti versi è in atto una situazione del tutto simile e dove si sono sperimentati con successo percorsi analoghi, unito alla conoscenza del contesto marocchino dell’architetto Milli Paglieri, da tempo impegnata con successo in un progetto che mette insieme design italiano e saper fare marocchino.

 

Si è quindi elaborata una collezione di tappeti improntati secondo uno schema progettuale modulare, che comprendesse in uno solo dei moduli i disegni tradizionali. Ogni tappeto risulta quindi composto da tre moduli di eguale forma e dimensione, interscambiabili, di cui due in tinta unita e uno “disegnato”. Una volta impostata la struttura generale del lavoro, è stata affidata grande rilevanza alle competenze professionali delle donne; per ottimizzare la resa del prodotto si sono poi valorizzati tutti quegli elementi che concorrono a creare un manufatto tessile di qualità, scegliendo di utilizzare esclusivamente la migliore lana naturale, lavorando i filati completamente a mano e tingendoli con pigmenti naturali. L’utilizzo di questo tipo di filati ha riattivato anche i saperi della filiera del tessile, oggi accantonati a causa della facilità di reperire le materie prime già pronte sul mercato, a scapito però della qualità.

 

Il progetto si è sviluppato per gradi, attraverso la realizzazione di una considerevole serie di campionature, prima in tinta unita e poi “disegnate”, dalla cui analisi e valutazione si è arrivati all’elaborazione della collezione. La condivisione del processo creativo con le donne ha richiesto del tempo. Si è dovuto vincere l’atteggiamento che le vede spesso passive durante la fase progettuale, rendendole vivamente partecipi delle scelte fatte ed evidenziando la loro centralità nel progetto.

 

Alla fine del percorso l’impegno e la determinazione che le artigiane hanno dimostrato nel voler riuscire a rispettare le indicazioni progettuali e i tempi di consegna hanno dato un senso al nostro agire. L’orgoglio con il quale guardano i nuovi lavori e l’evidente sentimento di “appartenenza” che riconoscono anche a queste nuove produzioni è la confortante risposta a tante domande.

 

Hanno partecipato al workshop sulla tessitura a Boujaad, nella regione di Chaouia Ouardigha: Direzione Generale della Presidenza Regione Sardegna, Cooperativa Femmes de Nouasser, Associazione Béni Zemmour-Boujaad, ICS Piemonte, Associazione Soleterre Strategie di Pace-Marocco.

Coordinamento tecnico Roberta Morittu

 

Grazie alle donne della Cooperativa Femmes de Nouasser

Immagini

archivio
dei saperi artigianali
del mediterraneo

mediterranean
crafts
archive

X
Loading