Contenitori ad intreccio per usi specifici: fuscelle, crivelli e contenitori da trasporto

Tra i manufatti ad intreccio presenti nell'archivio sono inclusi alcune tipologie di contenitori per alimenti ad uso specifico.

 

Le Fiscelle, caratteristiche dell’area di San Vero Milis (Sardegna), trovano grande diffusione in seguito allo sviluppo delle Cooperative Sociali della trasformazione del latte e dei caseifici. 

Si tratta di contenitori flessibili e resistenti alle alte temperature, realizzati interamente in giunco (Juncus acutus L.), con la tecnica di lavorazione a trama e ordito, realizzati su uno stampo per ottenere dei contenitori di identica forma. 

I manufatti, di forma cilindrica o troncoconica, hanno la base circolare realizzata con steli di giunco. Le pareti variano in seguito all’utilizzo: quelli destinati e utilizzati nella produzione di ricotta gentile e salata hanno le pareti svasate verso l’esterno che si completano con un largo orlo a treccia per garantire adeguata stabilità e altresì la fuoriuscita del prodotto dallo stampo, mentre quelli a parete rettilinea e a tessitura fitta sono destinate alle paste più dure quale quella dei formaggi.

 

I Crivelli sono più complessi e di difficile realizzazione. Le fibre impiegate sono diverse e vengono raccolte nella tarda primavera, nel periodo compreso tra il mese di aprile e gli ultimi di giugno. Hanno forma cilindrica, con parete bassa e rettilinea e solo alcuni presentano la parete leggermente svasata verso l’alto. Sono costituiti da tre parti fondamentali: la base, il filtro e la parete. La base è ottenuta con la manipolazione di una pertica, di rovo, olmo, olivastro, sino ad ottenere una circonferenza perfetta che costituirà poi il telaio sul quale è impostato il manufatto.

Il filtro del crivello “sa nappa” è realizzato utilizzando steli di giunco interi o partizioni di esso sino a raggiungere le dimensioni di pochi millimetri tenuti insieme da una tessitura a stuoia realizzata utilizzando fibre sottilissime di cipero. La parete è bassa, con un altezza massima di 8 centimetri distribuita su poche spire concentriche che presentano l’orditura in giunco (tzinniga) e la tessitura in giunco con punto attorcigliato e cucitura radiale. Il diametro massimo alla base e sull’orlo è di 56 centimetri. Le varianti tipologiche sono tre e sono dovute alla tessitura del filtro e al conseguente uso connesso alla cernita del grano e alla vagliatura delle farine, pertanto di avranno crivelli con steli grossi e robusti utilizzati durante la trebbiatura manuale del grano per eliminare le impurità più grosse (chilluru de cherrinzonae); con steli e partizioni di essi per la pulizia manuale dei chicchi (chilluru di prugrae), con sottilissime partizioni di steli di giunco a tessitura fitta per la cernita delle farine più pregiate (chilliru de cherrede).

 

I Cesti con manico, usati comunemente come contenitori per alimenti e trasporto manuale, hanno forma globulare, con base circolare e manico ad arco, realizzato con orditura di pertiche di salice, olivastro o lentisco, precedentemente decortichiate, tessitura a trama alla base mentre la parete è realizzata con listelli di canna di identico spessore. L’orlo semplice è intrecciato. Il manico ad arco è ricavato utilizzando le lunghe pertiche di orditura lavorate con due trecce piatte contrapposte e sovrapposte una all’altra le cui estremità si completano integrandosi nell’orlo e assicurando resistenza e robustezza al manufatto.

 

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