Campagna di ricerca in Sardegna: tessitura e intreccio

Gli esiti della campagna di ricerca condotta sull’intero territorio regionale sardo, che ha coinvolto due dei settori più rappresentativi della’artigianato tradizionale, la tessitura e l’intreccio.

 

In entrambi i settori, la ricerca è stata portata avanti coinvolgendo il più possibile le comunità locali e raccogliendo in loco, attraverso una ricerca di casa in casa, i manufatti e le testimonianze da registrare.

 

In particolare la campagna di catalogazione attivata nel settore della tessitura ha come peculiarità l’indagine sul campo e la schedatura dei manufatti nel luogo di appartenenza ed in presenza di persone che ne conoscono la storia e le caratteristiche tecniche.

 

Si è infatti assegnato direttamente alle artigiane il compito di cercare nel loro contesto territoriale i manufatti che più degnamente erano in grado di rappresentare la comunità. Il fatto che la richiesta partisse da una persona del luogo ha permesso di vincere resistenze e perplessità e ha suscitato a volte un grande coinvolgimento dei tanti impegnati a cercare gli oggetti che più degnamente potevano rappresentare l’abilità e il vivere di tutta la collettività.

 

Per preservare la registrazione di contenuti specifici e originali, nella raccolta delle informazioni e durante l’intero percorso di acquisizione dei dati, si è utilizzato un metodo non eccessivamente vincolato all’utilizzo di riferimenti bibliografici, ma basato sulla continua verifica e comparazione delle informazioni per meglio accogliere e valorizzare gli elementi innovativi ricavati dalle fonti orali.

 

I Centri individuati, rappresentativi di una più vasta area sub regionale, dove questa tecnica ha avuto una più significativa evoluzione, sono i seguenti: Aggius, Bonorva, Bolotana, Nule, Sarule, Isili, Mogoro, Pompu, Morgongiori, Lunamatrona, Villasor, San Sperate. Contemporaneamente è stato portato avanti un altro importante lavoro, inedito per la Sardegna, che ha permesso di costruire un archivio dei disegni tecnici per la tessitura: le stesse tessitrici sono state infatti incaricate di rimettere su carta gli “esecutivi” dei principali motivi decorativi appartenenti al loro territorio. Tradizionalmente i motivi decorativi venivano tramandati per passaggio diretto tra tessitrici, attraverso attività non codificate di esperienza condivisa e di competenza tecnica.

 

La raccolta contiene ad oggi più di quattrocento disegni, divisi per aree geografiche, senza i quali sarebbe veramente difficile pensare di poter riprodurre i numerosi e superbi manufatti che caratterizzano la produzione tessile sarda.

 

Per il settore della lavorazione a intreccio sono state individuate cinque aree di produzione, caratterizzate dall'utilizzo di differenze essenze vegetali nell'intreccio dei cesti: la Planargia (Montresta, Flussio), la Barbagia di Ollolai (Ollolai e Olzai), l'Ogliastra (Urzulei) dove si lavoro la fibra di asfodelo; il Campidano di Cagliari (Sinnai, Quartu Sant'Elena) dove la materia prima impiegata è costituita dai culmi di grano e dal giunco (la produzione di quest'area si distingue inoltre per l'inserimento di elementi in stoffa); il Campidano di Oristano (San Vero Milis) che utilizza diverse varietà di giunco di cui il territorio è ricco; l'Anglona (Castelsardo) e la Romangia (Sennori, Ittiri) dove si intreccia la palma nana e la rafia.

 

In questo caso il lavoro di ricerca e catalogazione è stato affidato ad un esperto che, grazie alla generosa disponibilità di coloro che ancora possiedono questa tipologia di manufatti o che praticano la tecnica, è riuscito a documentare la ricca ed elaborata produzione dell’intero territorio regionale.

 

Per entrambi i settori, l’elaborazione della documentazione è andata poi avanti attraverso la realizzazione della campagna fotografica: i manufatti selezionati sono stati dettagliatamente fotografati, mentre la ricerca preliminare è stata in seguito approfondita da studiosi ed esperti per dar luogo a un esito di sintesi che si è concretato nella schedatura tecnica di ogni singolo manufatto.

 

Di fondamentale importanza risulta, infine, il lavoro di documentazione video. Per entrambi i settori si sono pertanto documentate le principali tecniche e fasi di lavorazione. I video realizzati sono stati pensati in funzione di una loro fruizione attraverso il web, per cui sono brevi e di veloce consultazione. Le riprese sono state concepite per soddisfare due diverse esigenze: da un lato documentare la tecnica in modo puntuale e preciso, dall’altro raccogliere le testimonianze di chi quella tecnica la pratica abitualmente e gli conferisce anima e senso, inserendola in un racconto di vita vissuta.

 

A conclusione di tutto, per evidenziare ancor di più l’importanza che l’intero Progetto ha dato all’aver intrapreso il lavoro in maniera congiunta in Sardegna e in Marocco, grazie alla collaborazione con il regista Gianfranco Cabiddu, si è realizzato il video “Il Sapere delle Mani”, dove il settore della tessitura diventa un pretesto per raccontare in maniera poetica come queste due realtà, apparentemente così lontane, appartengono in effetti ad un’unica cultura che attraverso i suoi più intimi codici espressivi, unisce tutti i paesi che si affacciano nel Mediterraneo.

 

 

 

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