Manufatti in ceramica tradizionali della Sardegna

La lavorazione della ceramiche nel periodo preindustriale veniva svolta da maestranze radicate e raggruppate in alcuni centri della Sardegna che con le loro produzioni soddisfacevano il fabbisogno territoriale. Diversamente da altre attività artigianali, diffusamente svolte nel territorio ed integrate nel sistema di attività domestica, si pensi alla tessitura, all’intreccio ed alcune forme di lavorazione del legno, la lavorazione della ceramica era di competenza specialistica e necessitava di strumenti e attrezzature complesse.

 

I centri di produzione si concentravano maggiormente nell’area del Campidano. Rinomate erano le produzioni di vasellame dei maestri ceramisti di Assemini ed di Oristano, come le produzioni del paese di Pabillonis, specializzato nella fabbricazione di pentole e tegami.

 

Le tipologie

Fino agli inizi del secolo scorso, le tipologie di manufatti erano un numero ristretto e funzionale alle attività di sussistenza della società in contesto rurale e agropastorale: le brocche, marigas, i recipienti, sciveddas, i tegami, pingiadas, i fiaschi, frascus, i piatti e le ciottole, discus, e alcuni tipi di bricchi e versatori. Altre produzioni erano relative all’edilizia, come la fabbricazione di tegole e quadrelle - piastrelle di forma circolare utilizzate per la copertura esterna delle cupole nelle chiese – di tubi e grondaie e di altri elementi funzionali come i vasi per le norie - ruote idrauliche per la raccolta dell’acqua.

 

La brocca, denominata mariga e in altre varianti locali, è tra gli oggetti che meglio rappresentano l’artigianato tradizionale della ceramica in Sardegna. Questa produzione si caratterizza per la varietà di tipi e modelli concepiti sia per un utilizzo puramente funzionale, il trasporto, la conservazione e purificazione dell’acqua, che per un utilizzo decorativo, festivo e cerimoniale. Nella produzione di uso quotidiano, le brocche venivano realizzate in serie e in più misure, generalmente quattro, indicative della quantità di litri contenuti. La forma presentava, inoltre, variabili di proporzioni tra le misure delle anse, del collo e del diametro del ventre. Queste variazioni, oltre a servire a contraddistinguerne l’autore ceramista, si rapportavano alle modalità d’impiego locale, al tipo di trasporto ed in generale alla geografia del contesto d’utilizzo finale. Diversa è la produzione festiva caratterizza dall’unicità degli oggetti, realizzati singolarmente dai maestri artigiani più abili. La brocca della sposa, è un elemento del corredo nuziale tradizionale. Il suo livello di ricchezza e lavorazione varia in relazione al benessere economico della sposa e può consistere in semplici incisioni decorative e benauguranti oppure nella lavorazione ritorta dei manici, fino ad arrivare ad elaborate e raffinate aggiunte plastiche con motivi di foglie, uccellini, angioletti e altre figure umane. Per la versione di uso festivo è diffuso anche il tipo di brocca a quattro manici, a quattru marigas.

 

Altro manufatto tipico della produzione tradizionale in Sardegna è il fiasco, diversamente denominato frascu, stangiada e in altre varianti locali, è un brocca in terracotta per l’acqua con il ventre rotondo e schiacciato che si appoggia orizzontalmente. Come per le brocche anche per i fiaschi esisteva una versione di uso quotidiano ed una festiva. Quest’ultima veniva invetriata completamente, mentre per quella di uso quotidiano l’invetriatura si limitava al collo e alle anse. Numerose e particolari sono le variazioni di forme del ventre che da fortemente appiattito può arrivare a presentare un solo lato piatto ed uno rigonfio, assumendo la forma di un barilotto.

 

I recipienti, denominati sciveddas con numerose varianti locali, manufatti semplici e diffusi, sono realizzati in terracotta con forma tronco conica e venivano utilizzati principalmente per la lavorazione degli impasti per il pane, la pasta e i dolci e per la realizzazione della fregola. Tradizionalmente venivano prodotti in serie e con misure diverse, in relazione alla finalità d’uso e al centro di produzione. Invetriate nella parte interna, avevano nel bordo due piccoli fori per il passaggio di una cordicella che permetteva di riporle appese alla parete.

 

Tra le stoviglie realizzate in ceramica esistono nella tradizione sarda i piatti e le ciotole, prattus e discus. Venivano utilizzati per servire e consumare i cibi durante i pasti. Oggetti di forma semplice con fondo piatto e bordo alto, sono generalmente privi di decorazione quando destinati all’uso quotidiano o più elaborati e decorati per le versioni festive e da esposizione. Nella cucina venivano riposti nella tipica piattaia in legno, su parastaggiu.

 

 

Risorse di riferimento consultabili online

Testi

G.V. Arata, G. Biasi, Arte Sarda, 1986 (ristampa dell’originale 1935), Carlo Delfino editori, Sassari

V.Mossa, Artigianato Sardo, 1983, Carlo Delfino Editore, Sassari

A.A.V.V., Ceramiche. Storia, linguaggio e prospettive in Sardegna, Ilisso Edizioni, Nuoro

I. Amerigo, Piccole industrie sarde, 1928, Bestetti e Tumminelli, Roma e Milano

Musei artigiani e botteghe storiche - Artisan museums and historical workshops, 2009, Regione Autonoma della Sardegna, Assessorato del turismo, artigianato e commercio

 

Video

Cento anni di Ceramica, mostra allestita dall’ISOLA nel Padiglione Tavolara di Sassari, 2001

Artigiani della creta, dalla collana “La mia terra è un’isola”di Fiorenzo Serra, 1954. Illisso Editore

Antico artigianato sardo, Procedure della ceramica tradizionale, 1956

Assemini, intervista Usai Doriana, di Roberto Mileddu, regia di Gianfranco Cabiddu

Ceramica artistica dei fratelli Deiana di Siniscola

 

Audio

I maestri dell’arte paesana, intervista di Fernando Pilia ai ceramisti di Pabillonis, 1964-65

I maestri dell’arte paesana, intervista di Fernando Pilia ai ceramisti di Oristano, 1964-65

I maestri dell’arte paesana, intervista di Fernando Pilia a Michele Pilia ceramista di Dorgali, 1964-5

Ci metto le mani, Eccellenza artigiana in Sardegna. Intervista di Raffaella Venturi a Luigi Nioi ceramista di Assemini

Contenuti collegati:

Centro territoriale: 
Centro territoriale generale: 

archivio
dei saperi artigianali
del mediterraneo

mediterranean
crafts
archive

X
Loading