Bolotana

Bolotana (altitudine 472 m) è un paese della provincia di Nuoro, situato nella sub-regione del Marghine, ai piedi dell'omonima catena montuosa; ha un'economia tradizionalmente basata sull'agricoltura, soprattutto sulla coltivazione dell'olivo e della vite, e sull'allevamento e le attività casearie. Attualmente sono in crescita le attività del settore manifatturiero e dell'artigianato insieme alle industrie presenti nella zona.

 

Ha una tradizione tessile piuttosto radicata e antica, basata sulla lavorazione delle materie prime locali, l’abate Vittorio Angius, compilatore delle voci relative alla Sardegna per il Dizionario geografico-storico-statistico-commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna, 1833-56, scrive che a Bolotana «Si raccoglie di lino non più del proprio bisogno, e meno assai di canape».

 

A Bolotana, la tessitura del tappeto ha mantenuto ancora oggi una continuità con le tecniche di lavorazione, mentre le materie prime non sono più quelle locali. I manufatti si contraddistinguono per una decorazione geometrica aniconica ad andamento orizzontale; pochi i colori impiegati, prevalentemente nero, giallo e rosso.

 

Anche questo centro ha visto l'intervento del designer Eugenio Tavolara, che ha rivisitato per le tessitrici locali i motivi geometrici dei copricassa e degli arazzi, impostandoli nella superficie di tappeti e tessuti decorativi.

 

A tutt'oggi Bolotana si distingue per una produzione di grande qualità, portata avanti prevalentemente dalle artigiane della Cooperativa S'Iscaccu, depositarie di antichi saperi (ancora sono in grado di realizzare a mano l'ordito per i loro manufatti) ma aperte a collaborazioni e produzioni aggiornate al contemporaneo.

 

 

La tessitura era un'attività di stretta pertinenza femminile, praticata in ambito domestico per far fronte a tutte le esigenze familiari. Le materie prime, quando non direttamente derivate dalle attività familiari (allevamento o agricoltura) erano normalmente reperite all'interno del chiuso universo economico del paese. Era realizzata esclusivamente sul telaio orizzontale, si distingueva da quella di altri centri per i decori geometrici orizzontali realizzati a tinte decise (giallo, nero, rosso).

 

Al telaio si realizzavano gli indumenti in orbace (furesi) dell'abbigliamento tradizionale (con tessitura "a spiga"), la biancheria domestica (con tessitura "a scaccu", a tela); le bisacce e i sottosella ( con tessitura "a battoro in posta"); le grandi coperte da letto con motivi prevalentemente floreali (tessitura "a ranos"); i manufatti festivi (copricassa, arazzi ecc.) a motivi aniconici (tessitura "a pettenedda"). Si realizzavano anche dei tessuti poveri, de istrazzu, in lana e cotone.

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